giovedì 13 gennaio 2011

Il cerchio

Si stanno muovendo, forse si stanno guardando, si staranno raccontando la loro esistenza...si stanno conoscendo, due anime in cerca di conforto e confronto che si scrutano curiose e si riconoscono l'una in qualcosa dell'altra...è come se si conoscessero da tanto tempo...quasi che il loro aspetto attuale sia il risultato di un definirsi e modellarsi reciproco, fino alla complementarietà perfetta...in realtà non riescono a capire cosa sia ad unirle così intimamente, sanno solo che vorrebbero perdersi nell'attimo infinito in cui si abbracciano, che le fa sentire complete.
Si sono rincorse a lungo, si sono osservate e giudicate per molto tempo, hanno gli stessi difetti, le stesse paure, le stesse cicatrici, gli stessi intimi desideri, non riescono a trovare qualcosa che le distingua al punto da dividerle, anzi i motivi di distinzione paradossalmente rafforzano la loro unione. Pur non riuscendo a comprendere sono andate avanti, vinte dall'impossibilità di fare a meno l'una dell'altra.
Poi finalmente hanno capito.

domenica 2 gennaio 2011

Nuove ali

Sono come sospesa in un limbo senza tempo, come tornata nel grembo materno, avvolta da una placenta che ovatta il suono del mondo circostante rendendolo come un sogno, lasciandomi inconsapevole della vita, di quel che sarà...venirne fuori è come una rinascita, uno sconvolgente quanto necessario riaffacciarsi alla realtà.
Appesa a un filo, mostro la mia abilità nel non cadere, mentre soffia un vento antico che vorrebbe farmi propendere da una a parte o dall'altra.
Sospesa tra i due abissi dell' "essere" e del "dover essere", rimango in uno stato di stallo come un'interminabile partita di scacchi in cui non ci sono né vincitori né vinti, cui bisogna pur porre fine, per poter andare avanti.
Mi sento lacerata da questo dualismo che mi divide in due come un visconte dimezzato, un coccio irrimediabilmente rotto che ha perso la sua integrità e non recupererà mai la sua perfezione. Mi sento divisa, fragile, impotente, in questa tremenda solitudine interiore.
Voglio recuperare la mia integrità, la mia volontà, essere semplicemente me stessa, lasciarmi alle spalle quel filo su cui ho indugiato a lungo e finalmente lanciarmi...smettere di sentire di "dover essere", smettere di fare quello che gli altri si aspettano da me, stare in silenzio quando sono stanca, sorridere e piangere quando ne ho bisogno, smettere di prendere a pugni il cuscino come per colpire me stessa e la mia insoddisfazione, smettere di andare a letto all'alba aspettando di dare una piega migliore alla giornata appena passata quando un'altra sta per cominciare.
Voglio liberare me stessa dall'incanto che mi tiene prigioniera in questo limbo di immobilità, che è frutto del dualismo. Voglio riaprire una casa chiusa per troppo tempo, per poi gridare a me stessa che sono tornata.